EDMONDO DOBRZANSKI. L’opera, il racconto

Locarno, Pinacoteca comunale Casa Rusca (Piazza S. Antonio)
8 aprile - 12 agosto 2007

Tel. 091 756 31 85 Fax 091 751 98 71
servizi.culturali@locarno.ch

orari: Martedì - domenica 10.00 - 17.00
chiuso il lunedì


Vista l’attenzione riservata dal pubblico alle mostre dedicate ad Edmondo Dobrzanski nel decennale della scomparsa, la Pinacoteca Casa Rusca di Locarno sede della antologica dell’artista (le altre mostre erano ospitate dal Centro culturale e museo Elisarion di Minusio e dalla Fondazione Ignaz Epper di Ascona) ha deciso di prorogare l’apertura dell’ampia rassegna fino al 12 agosto, offrendo così l’occasione di una visita anche ai numerosi frequentatori del Festival del Cinema.


La mostra in Casa Rusca, che ha per titolo Edmondo Dobrzanski. L’opera, il racconto, raccoglie circa 200 opere che percorrono l’iter creativo del maestro ticinese dai suoi esordi negli anni Trenta e Quaranta fino agli ultimi grandi quadri sulla condizione umana, toccando, nelle varie sezioni – opere dell’Expo ’64; le matite grasse sul circo, l’eros, il night; gli inediti degli anni Quaranta sugli orrori della guerra e i cicli delle opere sulla guerra; il ciclo sul Viet-Nam; ritratti e figure degli anni Cinquanta e Sessanta; Apocalisse prossima ventura e The Day After ; le nature morte; i paesaggi e il rapporto con la natura – tutti i temi della sua ricerca.
Dobrzanski considerava un sigillo e una identità del secolo in cui ha vissuto e operato - il “secolo breve” - le due grandi guerre mondiali (1914-1918; 1940-1945) che soprattutto l’Europa ha voluto e combattuto: l’ossessione della guerra, la convinzione che la natura umana è violenta e irredimibile, ne caratterizzano infatti tutta l’opera.

In Casa Rusca, il visitatore percorre con Dobrzanski tutto il XX secolo, dalle prime leggi razziali e i primi profughi degli anni Trenta sino alla bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki, sino alle ultime guerre nei Balcani, e cammina tra gli straordinari ritratti di uomini e di donne che Dobrzanski dipinge soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta, quasi a costruire una umanità che si erga a difesa della possibilità di vita ed esistenza della specie.

Straordinarie poi le “pagine di natura” come le chiama l’artista. I paesaggi sul Reno, il fiume di elezione dei lunghi anni passati con la famiglia a Stein am Rhein Diessenhofen; i paesaggi del Ticino e quelli di mare dipinti sia sull’Atlantico alla ricerca dei resti della guerra a metà degli anni Cinquanta, sia a Trieste negli anni Trenta e sempre sull’Adriatico per i lunghi soggiorni.

Di particolare fascino le sale dell’Apocalisse prossima ventura con la grande tela The Day After e la sala che chiude la mostra con la grande tela del Cimitero sul Carso. Là dove sono sepolti, dice Dobrzanski, “i morti di tutte le guerre”.

Disponibile l’importante volume-catalogo (528 pagine, Fr. Sv. 75.-, Euro 50.00) curato, come le mostre, da Piero Del Giudice con il coordinamento di Riccardo Carazzetti.