LUCIANO MACIOTTAI prossimi mesi saranno per Luciano Maciotta particolarmente impegnativi, visto che sulla sua opera si attiva una attenzione tutta particolare che porterà lartista ad esporre a prima a Pietrasanta in provincia di Lucca , poi a Milano e, infine, in autunno, dal 6 al 18 novembre, a Monza nel nuovo spazio espositivo della città denominato Punto Arte, in via Bergamo 2/C.1 30 giugno
2008
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Maciotta è un artista milanese che vive a Monza e che per lungo tempo ha lavorato nei campi dellelettrotecnica e dellelettronica mettendo a frutto la laurea in Ingegneria elettrotecnica e occupando importanti ruoli manageriali sia in Italia che allestero. Da alcuni anni, ha ripreso con maggiore assiduità a frequentare quel versante dei suoi interessi, peraltro mai del tutto accantonati, che fin dagli anni Sessanta (è nato nel 1943) lo avevano portato sui percorsi dellarte e in particolare verso quel neoconcretismo che va dallarte programmata alle tele sagomate di Enrico Castellani. Ambiti questi in cui evidente era lattenzione alla luce e agli effetti possibili sulla superficie della tela e dentro lo spazio. La conoscenza approfondita dei fenomeni luminosi e degli apporti che la tecnologia più avanzata andava man mano proponendo ha portato lartista a cercare una interazione tra luci naturali (ovviamente riflesse dai colori stesi sulle superfici) e possibili inserimenti di luci artificiali dentro il quadro. E con la scoperta del led (acronimo di Light Emitting Diode ovvero Diodo ad emissione di Luce) questa ipotesi è diventata realtà. Le opere più recenti di Maciotta, infatti, abbinano spesso lindagine dello spazio mediante la sagomatura delle tele alla definizione di percorsi o di disegni generati attraverso il posizionamento di led che diventano strumenti despressione strettamente connaturati con presenze propriamente pittoriche.
Elisabetta Longari
approfondisce con puntualità questi temi nel catalogo edito da
Multigraf che accompagna queste mostre e sottolinea con grande chiarezza
che Maciotta adotta indubbiamente la luce come principale elemento
espressivo, anche se non è mai presentata da sola; essa comunque
mantiene la propria doppia valenza intrinseca: nel contempo si mostra
come materia e come forma di smaterializzazione spirituale. E della stessa
ambivalenza partecipa lautore, che nasce ingegnere e che non smette
di esserlo anche nellarte, proponendo una figura dartista,
che, se dovessimo utilizzare categorie legate al passato, potremmo definire
positivista e umanista al tempo stesso. Rifugge gli elementi drammatizzanti
e fantasmagorici che la luce potrebbe portare con sé, opta invece
per la creazione di uno spazio apollineo, ordinato, che a volte assume
il carattere quasi di verifica matematica. Spesso pone a confronto una
stesura dipinta con un determinato pigmento e la relativa luce colorata.
E aggiunge che Le sue forme nascono dallordine, non dal
caos, sono spesso speculari e sempre armoniose. Esse sispirano frequentemente
a immagini rubate a diversi ambiti scientifici, anche se a volte si richiamano
a visioni naturalistiche che locchio nudo vede e riconosce
facilmente, come il cielo stellato e la distribuzione topografica dei
vulcani, è più usuale che invece vengano improntate a figure
più astratte proprie della fisica, della chimica e della meccanica,
per esempio frattali, spirali, ingranaggi e diagrammi
I quadri-oggetto
di Maciotta invadono lo spazio e, riverberandosi, condizionano lambiente
in cui sono immersi, mentre generano stupore nellosservatore perchè
modificano sottilmente la percezione dello spazio intorno. Anche se la
luce di Maciotta non ha la radicalità degli interventi di Fontana
o la qualità immersiva di quelli di Turrell, riesce comunque a
manipolare anchessa sottilmente lo spazio.
Solo la visione diretta permette di comprende come questa commistione di naturale e artificiale possa essere efficace e di apprezzare una poetica che vive contemporaneamente di un medium di lunghissima tradizione come la pittura e di elementi propri di una tecnologia sempre più avanzata.
Le tre situazioni espositive, che si succederanno da giugno a novembre, sono diverse e proprio per questo si prestano a una ulteriore verifica della effettiva valenza artistica e innovativa di questi lavori a cui Maciotta si dedica da tempo.
Particolarmente affascinante sarà il dialogo-confronto tra queste opere, la Piazza del Duomo e linterno del Campanile di Pietrasanta, in una lunga escursione temporale che porta dalle architetture di fine del Quattrocento (progettate dal fiorentino Donato Benti) fino agli interventi artistici di Maciotta chiaramente immersi nella contemporaneità.